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16 novembre 2018

Bitcoin | Satoshi Nakamoto, La Storia di Bitcoin


Bitcoin: moneta elettronica creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto. La leggenda narra che Satoshi Nakamoto iniziò a lavorare al concetto del Bitcoin in Giappone, nel 2007 (e si vocifera che Nakamoto sia in realtà uno pseudonimo collettivo per più di una persona).

Bitcoin: La Storia, Bitcoin la criptovaluta

Bitcoin

Nell’Agosto 2008, la Bitcoin.org è stata registrata come dominio, e la prima versione della criptovaluta è stata rilasciata a Gennaio 2009. Il primo tasso di cambio ha stabilito il valore di un Bitcoin pari a 1$ = 1.309,03 BTC, utilizzando un’equazione che includeva il costo dell’elettricità consumata dal computer che generava i Bitcoin.

Il Bitcoin è una valuta virtuale, che però puoi usare per comprare oggetti reali, come automobili o cibo. Chiunque può crearne, e non è soggetta al controllo delle banche.

La creazione e lo scambio di questa moneta avvengono tramite il protocollo peer-to-peer. Il suo valore è fluttuante. A maggio del 2012, ad esempio, un Bitcoin valeva 2 dollari, mentre oggi ne vale circa 180

Con questa moneta virtuale è possibile comprare beni concreti (sono sempre di più coloro che la accettano come denaro), ma puoi anche venderla in cambio di denaro corrente(euro o dollari, ad esempio).

Su Bitcoin wiki potete trovare una lista completa di negozi che accettano pagamenti in Bitcoin.

La possibilità di coniare nuovi Bitcoin non è infinita. Esiste infatti un limite preciso, che è di 21 milioni di unità. La disponibilità di nuove monete, come si legge su Wikipedia, “cresce come una serie geometrica ogni 4 anni; nel 2013 sarà stata generata metà delle possibili monete e per il 2017 i tre quarti”. La cifra di 21 milioni di Bitcoin generati sarà raggiunta nel 2140.

In ogni Bitcoin è scritto chi ne è il proprietario. In questo modo tu potrai spenderlo una volta solamente, un sistema per evitare possibili truffe.

Il database di chi possiede ogni Bitcoin è suddiviso tra coloro che formano la rete P2P.

Non esiste, almeno per ora, nessuna legge che vieti questo tipo di valuta. D’altronde la sua mancanza di localizzazione e l’utilizzo di una rete P2P come circuito rende la regolamentazione e il controllo quasi impossibili.

Si dice che l’uso dei Bitcoin garantisca l’anonimato. Questo è parzialmente vero. Le transazioni di ciascun Bitcoin address, come leggiamo sul sito ufficiale, sono pubbliche e conservate per sempre nel network. In altre parole, le attività di ogni Bitcoin address possono essere consultate da chiunque. Il nome del titolare, però, non è in alcun modo evincibile finché non è lui stesso a rivelarlo nel corso di una transazione.

Per questo motivo, gli ideatori della moneta virtuale consigliano di creare un nuovo Bitcoin address ogni volta che ricevi del denaro, specialmente quando si tratta di transazioni effettuate tramite un sito web, che è pubblico.

Come creare e spendere i tuoi Bitcoin

Bitcoin

Fase 1: procurati un Wallet. La prima cosa è scaricare il client, il tuo portafogli virtuale (appunto, Wallet) grazie a cui potrai custodire e spendere il denaro che genererai o che ti verrà dato. È disponibile per PC, Mac e Linux).

Puoi gestire il tuo portafogli anche tramite smartphone Android, un metodo comodo per pagare in valuta virtuale anche nei negozi tradizionali.

Aprendo il wallet vedrai sull’interfaccia un codice alfanumerico, che è il tuo primo indirizzo Bitcoin (Bitcoin address, di 34 caratteri alfanumerici).

È importantissimo non perdere questo numero: copialo in un posto sicuro. Se lo perdi, i tuoi Bitcoin contenuti in esso saranno persi per sempre, e scompariranno dalla rete.

Una precisazione importante: il Bitcoin address (indirizzo Bitcoin) e il wallet (portafogli) non sono la stessa cosa.

Il primo è un codice univoco, e puoi generarne tanti quanti ne vuoi, in base a pratiche di comportamento consigliate. Il secondo, il wallet, è il portafogli a cui puoi associare tutti i Bitcoin address che generi, e in cui finiscono quindi tutti i soldi che su quegli indirizzi ricevi.

Fase 2: genera i Bitcoin – L’attività di reperimento di Bitcoin si chiama Mining.

La prima cosa da fare per procurarti monete è unirti ad un Pool. Un Pool è una specie di consorzio, a cui ogni persona “cede” una parte delle risorse del proprio computer per eseguire dei calcoli estremamente complessi.

Più precisamente, per risolvere delle crittografie. In Internet ci sono molti di questi gruppi, a cui ci si può unire facilmente.

Ma questo conferimento di risorse, come avviene? È semplice.

Una volta che ti sarai associato ad un Pool e avrai creato il tuo account personale, potrai scaricare un piccolo programma in Java.

Quando lo esegui, parte delle risorse di calcolo del tuo computer vengono messe a disposizione del gruppo. Grazie a questa unione di forze, le crittografie vengono risolte più facilmente.

Un singolo PC, infatti, non riuscirebbe a portare a termine il task.

Ogni volta che un Pool trova la soluzione alla crittografia, il sistema gli conferisce uno o più pacchetti da 50 Bitcoin, e le monete virtuali vengono ripartite tra tutti i membri in base al contributo di risorse dato.

Bitcoin: aspetti economici e aspetti etici

Quella di Bitcoin è una realtà ancora giovane, e piuttosto sconosciuta. Questo vuol dire che si trova ancora in una fase in cui se ne può discutere senza condizionamenti ideologici di alcuna natura.

L’argomento, d’altronde, è estremamente interessante, perché se guardato in prospettiva ha delle implicazioni concrete per ciascuno di noi. Implicazioni che per qualcuno sono disastrose, mentre per altri sono desiderabili.

La discussione è in bilico tra economia, finanza ed etica. Vediamo brevemente le ragioni dei sostenitori e quelle dei detrattori del Bitcoin.

Aspetti economici e aspetti etici: le ragioni del Sì

Non è un caso che di questa moneta virtuale, nata ormai quattro anni fa, si stia parlando tanto solo adesso.

La crisi economica dell’occidente, gli scandali che coinvolgono le banche e in particolare la vicenda di cipro, hanno reso evidenti le gravi falle nel sistema finanziario che regola il nostro mondo.

Le persone hanno acquisito coscienza che un sistema che credevano robusto è in realtà estremamente fragile, e sono quindi aperte verso delle alternative. E alcune persone vedono il bitcoin come una possibile cura della parte più malata del sistema finanziario: quella che presiede la creazione della moneta.

Per capire meglio, ecco un breve promemoria per ricordare chi stampa il denaro, perché può farlo e quali sono le conseguenze.

Chi crea il denaro?

Da moltissimi decenni le banche centrali non devono più garantire una copertura aurifera del denaro che stampano.

Il valore che le banconote hanno è dato da un accordo tra chi le emette e la gente che la usa: le due parti, in altre parole, concordano sul fatto che quella determinata banconota vale effettivamente la cifra riportata sopra di essa.

L’unica autorità che può stampare denaro nell’unione europea è la bce, i cui soci proprietari sono le banche centrali nazionali. Nel caso dell’italia, è la banca d’italia.

E qui sorge il problema.

Le banche centrali non sono istituzioni pubbliche, cioè non sono “di proprietà” dello stato, ma sono organismi privati.

La bdi, ad esempio, appartiene solo per il 5,4% allo stato italiano (precisamente, a inail e inps). Il resto è proprietà di privati, perlopiù banche nazionali e straniere e grossi istituti assicurativi.

Se uno stato europeo ha bisogno di iniezioni di denaro nel circuito, deve chiederlo in prestito alla bce. In cambio deve prometterle di restituirlo.

Questa promessa ha la forma di un documento che si chiama titolo del debito pubblico. In pratica la bce (che, ricordiamo, è di proprietà di privati) acquista il debito degli stati in cambio di banconote.

Questo debito, prima o poi, va saldato. Se lo stato non è in grado di restituirlo, ogni anno esso aumenta. Il debito pubblico è quindi sostanzialmente un debito che i cittadini di ogni nazione hanno nei confronti di Spa chiamate banche centrali.

Partendo da queste considerazioni, si può affermare che il bitcoin si sottrae a queste logiche da molti considerate al limite dell’usura, e reintroduce la proprietà popolare della moneta.

Il denaro virtuale, peraltro, è sempre disponibile (niente scherzi in stile banche cipriote), e puoi disporne quando e come vuoi.

Infine, come abbiamo visto, la quantità massima totale generabile di bitcoin è pari a 21 milioni. Non un centesimo in più. L’impossibilità di generare moneta che andrebbe a togliere valore a quella già esistente, annulla automaticamente il rischio di inflazione.

Aspetti economici e aspetti etici: le ragioni del No

Il Bitcoin, in questo momento, è diventato la valuta di elezione per commerci illegali online, ad esempio l’acquisto di droga o armi.

Le transazioni  infatti non sono direttamente attribuibili a persone fisiche, ma solo a Bitcoin address,  e per ora non esiste nessuna regolamentazione in materia. D’altronde sarebbe molto complesso già solo stabilire le competenze territoriali per legiferare sulla questione, visto che la produzione della moneta è a carico di singoli individui, e le transazioni sono transnazionali e rigorosamente peer-to-peer.

Questo vuoto legislativo, come è facile intendere, lascia spazio di manovra a gente senza scrupoli. E anche se Max Keiser, l’economista russo, ha definito il Bitcoin “moneta della resistenza”, il confine tra combattenti per la libertà e mercanti senza scrupoli può essere sottile.

I detrattori del Bitcoin, quindi, dipingono un eventuale futuro in cui questa valuta virtuale dovesse diffondersi capillarmente come una sorta di Babele, del cui caos si avvantaggerebbero soprattutto i criminali.

Infine, nonostante il rischio di inflazione sia azzerato, il valore del Bitcon è estremamente fluttuante, e non offre garanzie, almeno per ora, dal punto di vista della stabilità.

E quindi, Bitcoin sì o Bitcoin no? Difficile schierarsi, per ora.

Di certo pensare ad una moneta immune al sistema ufficiale di produzione del denaro è piuttosto affascinante.

Ma non si possono per questo ignorare i pericoli.

Bitcoin: Prima di Bitcoin

Bitcoin

La lunga storia della moneta come mezzo di pagamento è costellata di esperimenti e di tentativi di innovazione. Alcuni di essi hanno avuto grande successo:
la moneta metallica, la banconota, l’assegno, il bonifico bancario, la carta di credito.

In altri casi, il successo dell’esperimento è durato per un periodo di tempo limitato, come nel caso delle lettere di cambio medioevali e dei travellers cheques.

Altri tentativi, infine, dopo un effimero successo iniziale sono falliti miseramente, come le innovazione monetarie di John Law nella Francia del XVIII secolo e gli assegnati (la moneta emessa durante la rivoluzione francese, con la garanzia della proprietà dei beni del clero della nobiltà).

Una riflessione di carattere storico può servire a chiarire a quale di queste categorie appartenga Bitcoin.

Come chiarito in un interessante rapporto dell’OCSE pubblicato alcuni anni fa, il processo di innovazione in campo monetario è caratterizzato da alcune tendenze di fondo che possiamo elencare come segue: la smaterializzazione della moneta, la centralizzazione dei pagamenti, l’estensione del controllo delle autorità di emissione sulla circolazione della moneta all’interno del sistema economico.

Storicamente, l’invenzione della moneta è legata alla duplice esigenza di contare gli oggetti di valore custoditi nei magazzini del sovrano e di agevolare lo scambio e il pagamento dei debiti all’interno della comunità attraverso l’indicazione di una merce atta allo scopo.

In questo senso, la moneta nasce dalla fusione tra numero e peso. Al numero, elemento immateriale, colleghiamo la funzione della moneta come unità di conto; al peso, elemento materiale, la funzione di mezzo di pagamento e intermediario degli scambi.

Dalla fusione dei due elementi, e delle corrispondenti funzioni primarie, deriva la capacità della moneta di assolvere alla funzione di riserva di valore nel tempo in concorrenza con le attività finanziarie e reali.

Com’è noto, esistono due visioni distinte sulle origini della moneta: la visione realista e la visione istituzionalista, con cui concorda chi scrive. Secondo i realisti, la moneta nasce all’interno del Mercato attraverso un processo di sperimentazione che parte dall’esperienza degli ostacoli del baratto e giunge a selezionare la merce più adatta a scambiarsi con tutte le altre, in virtù delle sue caratteristiche e di un comune riconoscimento del suo valore intrinseco, base del valore di scambio della moneta stessa.

Lo stesso tipo di sperimentazione porta poi a sostituire la moneta-merce con la moneta-segno all’interno di una ricerca costante del profitto, attraverso la riduzione dei costi di transazione e dell’efficienza nei processi di scambi.

Per i realisti, il peso precede il numero e il Mercato lo Stato. Secondo gli istituzionalisti, invece, la moneta nasce per volontà di un’autorità collettiva, che per semplicità chiameremo Stato. Questa autorità, in virtù della sua forza, determina il valore della moneta, rispetto alle altre monete e ai beni, indipendentemente da ogni riferimento al possibile valore intrinseco della merce scelta per rappresentarla, e può modificare tale valore in relazione alle mutevoli esigenze dello Stato.

Per gli istituzionalisti, quindi, il numero precede il peso e lo Stato il Mercato.

Alla luce di questo contrasto, è interessante osservare come l’evoluzione dei mezzi di pagamento, dalle prime monete metalliche, coniate in Asia Minore nel VII sec. a.C., alla moneta elettronica, sia caratterizzata dal prevalere del numero sul peso, della moneta-segno sulla moneta-merce, e, in parziale contrasto (e in modo meno evidente), del Mercato sullo Stato, ovvero del settore privato come innovatore in campo monetario.

Bitcoin riflette questa trasformazione. Priva di una dimensione materiale, nonostante la convertibilità nelle valute del mondo reale, Bitcoin è puro segno, pensato per circolare a livello globale sfruttando l’ubiquità della rete.

Come prodotto della fusione tra progresso in campo informatico e globalizzazione dei rapporti economici, Bitcoin è coerente con l’evoluzione di fondo dei mezzi di pagamento e come tale ha la possibilità di durare nel tempo.

Come tentativo di usare la tecnologia peer-to peer per consentire agli utenti di non operare con alcuna autorità centrale o con le banche, invece, Bitcoin devia dalle altre due tendenze di fondo che caratterizzano l’evoluzione dei mezzi di pagamento nel tempo: la centralizzazione dei sistemi di pagamento e l’estensione del controllo dell’autorità centrale sulla circolazione monetaria.

Ogni pagamento diverso dal pagamento in contanti comporta una sequenza di operazioni che inizia con la presentazione dell’ordine di pagamento all’istituzione che custodisce i fondi di chi paga e si conclude con la comunicazione dell’avvenuto trasferimento dei fondi.

Nel caso dei pagamenti bancari, ad esempio, i passaggi sono sei:

  1. sottomissione dell’ordine di pagamento
  2. addebito del conto di chi paga
  3. approvazione dell’operazione e comunicazione dell’informazione alla banca di chi riceve il pagamento
  4. regolazione del pagamento a livello interbancario
  5. accredito del conto di chi riceve il pagamento
  6. comunicazione dell’avvenuto accredito.

Ognuna di queste fasi è caratterizzata da un costo di transazione e dal rischio che la sequenza possa bloccarsi per l’insorgere di problemi imprevisti.

Nel corso del tempo, il problema della riduzione dei costi e dei rischi associati ai processi di pagamento è stato affrontato creando sistemi centralizzati di compensazione (clearing) e regolamento (settlement) presidiati dalle autorità di emissione.

Come chiarisce la Banca d’Italia, nell’area dei sistemi di pagamento, l’azione delle banche centrali si esplica attraverso la definizione di standard di sorveglianza volti ad assicurare il loro regolare funzionamento nonché, in molti casi, la gestione diretta di sistemi di compensazione e regolamento dei pagamenti all’ingrosso e al dettaglio.

L’adozione di standard mira a garantire parità di trattamento tra i sistemi gestiti dalle banche centrali e quelli privati e a minimizzare i potenziali conflitti di interesse tra le attività di gestione e di controllo delle stesse banche centrali.

L’attività di sorveglianza è rivolta ai sistemi all’ingrosso e al dettaglio che per dimensione e/o profili di rischio sono considerati rilevanti ai fini del regolare funzionamento dei pagamenti e del mantenimento della fiducia nella moneta e negli strumenti di pagamento a essa alternativi.

La centralizzazione dei sistemi di pagamento contribuisce a ridurre i costi di transazione attraverso lo sfruttamento delle economie di scala.

Il presidio delle autorità di emissione garantisce implicitamente che a livello aggregato la liquidità del sistema dei pagamenti non verrà mai meno.

Nonostante l’esistenza di questi presidi, i pagamenti diversi dal pagamento in contanti, soprattutto nel caso delle transazioni al dettaglio, sono spesso caratterizzati da tempi lunghi di esecuzione, da costi di transazione elevati e da rischi significativi.

Bitcoin nasce per ridurre i costi di transazione e agevolare la rapidità degli scambi. La scelta di porsi al di fuori dei circuiti di pagamento centralizzati comporta dei rischi aggiuntivi per gli utenti che possono limitarne seriamente la diffusione.

La moneta circola oggi su base puramente fiduciaria e la fiducia è un elemento chiave nel garantire la stabilità delle relazioni monetarie e creditizia; fiducia nella capacità della banca centrale di garantire la stabilità monetaria e finanziaria, fiducia nel sistema di regolamentazione dell’attività bancaria, fiducia nella capacità delle banche (fonte di nove decimi della moneta in circolazione a livello globale) di evitare situazioni di illiquidità e d’insolvenza.

Una serie di organizzazioni sovranazionali, dal Fondo Monetario Internazionale di Washington alla Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea vigilano su questo sistema a livello globale, in collaborazione con le principali banche centrali del mondo.

La crisi finanziaria esplosa negli Stati Uniti nel 2007 ha scosso fortemente la fiducia nei confronti del sistema integrato di controllo a livello globale e non è un caso che Bitcoin sia nato nel 2009, quando la crisi raggiungeva il suo acme.

Una volta tornata la calma, la fiducia è tornata, almeno fino alla prossima crisi e l’interesse nei confronti di Bitcoin ha iniziato a ridursi.

Osservatori autorevoli, a cominciare dalla Banca Centrale Europea, concordano sul fatto che le valute virtuali non soppianteranno, almeno in un futuro prevedibile, la moneta come la conosciamo. Ciò vale, in generale, per le valute virtuali e, in particolare, per Bitcoin che ne rappresenta l’emblema.

Ma Bitcoin non è ancora scomparso, nonostante gli incidenti e la pubblicità negativa, e, d’altro canto, sono in atto iniziative volte a rafforzare la comunità dei suoi utenti, come quelle portate avanti dalla Fondazione Bitcoin.

Questi sono indicatori di resilienza che giustificano il perdurante interesse per la più emblematica delle valute virtuali.

Bitcoin: il futuro di Bitcoin

Bitcoin

La domanda rimane:
il Bitcoin si può considerare valuta legittima o è una truffa? Quanto salirà il prezzo del Bitcoin? Cosa accadrà nel 2040 quando non si creeranno più Bitcoin?

Cosa si può dire dei Bitcoin, la valuta virtuale che sembra aver sconvolto i mercati finanziari internazionali?
Sin dalla sua nascita, quella del Bitcoin è stata una delle faccende più controverse sulla scena economica, e continua ad essere al centro delle preoccupazioni di molti investitori e imprenditori.

Il Mercato dei Bitcoin, con un tasso di cambio per i Bitcoin, è stato aperto nel Febbraio 2010, e la prima, vera transazione nel mondo reale nella quale è stata utilizzata la valuta ha avuto luogo a Jacksonville, in Florida, da un programmatore che ha pagato 10.000 Bitcoin per una pizza sul Bitcoin Forum.

A quel tempo, il tasso di cambio ha stabilito il prezzo della pizza intorno a 25 Dollari statunitensi.

Come ci si aspetterebbe, quando è stato introdotto il Bitcoin la maggior parte delle persone era scettica in merito alla valuta virtuale. Non si sapeva cosa farne di una moneta che non si può né vedere né toccare. Il fatto che sia stata presentata come una valuta decentralizzata, senza organi di regolamentazione, non sembra aver spaventato le persone.

Ciò che importava era che i Bitcoin potessero essere acquistati al prezzo minimo, e dunque, l’unica direzione in cui poteva andare il prezzo era in alto.

Le Due Facce Della Medaglia Bitcoin

Bitcoin

Le persone vedono le due facce della medaglia nei Bitcoin.

Ci sono quelli che non si fanno scrupoli ad utilizzare una valuta alla quale si può avere accesso solo tramite internet o tramite una macchina automatizzata (è stato svelato a Maggio 2013).

Questi speculatori stanno acquistando Bitcoin e conservandoli fin quando non saranno abbastanza profittevoli da venderli, proprio come qualsiasi altra valuta.

Poi ci sono quelli che affermano che i Bitcoin sono semplicemente parte di un più geniale schema piramidale in cui solo le persone al suo apice, si distinguono. Infatti, in circolazione c’è un numero finito di Bitcoin (21 milioni), e si prevede vengano generati solo fino al 2040. Nessuno può dire cosa accadrà.

Nel frattempo, il Bitcoin ha fluttuato considerevolmente, toccando un minimo di 99$ il 13 Luglio 2013, e toccando un picco di poco meno di 1.200$ a Dicembre dello stesso anno. Nel corso degli anni si sono resi disponibili diversi mercati per i Bitcoin, e diversi paesi hanno deciso di fare un atto di fede nei confronti del Bitcoin.

Società, incluse la Virgin Airways, università e metropolitane, hanno iniziato ad accettare pagamenti in Bitcoin per merci e servizi, e il prezzo della valuta è salito. Ci sono state anche diverse investigazioni sulla valuta digitale, che nel 2012 ha portato alla creazione della Bitcoin Foundation, che impiegava un protocollo di gruppo e un corpo che monitorasse la valuta digitale.

Ciò ha portato scarsi risultati tangibili, dato che molti mercati di Bitcoin sono stati trovati a condurre attività dubbie e sono stati multati, o chiusi dalle autorità federali.

Ci sono stati anche diversi casi in cui i mercati di cambio dei Bitcoin sono stati hackerati, e mentre hacker professionisti scappavano con centinaia di Bitcoin, il valore della valuta scendeva.

In almeno un mercato di cambio, Mt. Gox, che è stato il primo mercato ad aprire le proprie porte nel 2010, è stato sospettosamente bloccato l’accesso ai proprietari dei conti, a Febbraio, e alla fine il mercato ha dichiarato bancarotta, lasciando centinaia di titolari di conti con perdite considerevoli.

La domanda rimane: il Bitcoin si può considerare valuta legittima o è una truffa? Quanto salirà il prezzo del Bitcoin? Cosa accadrà nel 2040 quando non si creeranno più Bitcoin?

Le vostre ipotesi valgono quanto le mie

Bitcoin: l’isola di Man

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L’isola di Man, paradiso di bitcoin e cripto valute

Solo 85 mila abitanti. 170 start-up digitali. Monete virtuali legalmente accettate.

Il territorio di Man, immerso nel mare d’Irlanda, è la patria dei bitcoin

Gatti senza coda, pescatori e tanto verde, era questa, fino a qualche decennio fa, l’isola di Man, pezzo di terra incastonato nel mare tra Inghilterra e Irlanda.

Territorio autonomo, che dipende dalla Corona britannica per quanto riguarda difesa e politica estera, dove vivono 85 mila persone e che ha uno dei parlamenti più antichi al mondo, il Tynwald, attivo senza interruzioni dal 979 d.C. un camaleonte capace di adattarsi in modo unico all’ultima rivoluzione della storia, quella tecnologica.

Bitcoin su larga scala

Nel dicembre del 2015, il Tynwald ha dato la cornice legale all’adozione su larga scala di bitcoin, introducendo una legge in base alla quale le aziende che emettono moneta digitale sono obbligate a registrarsi e ad accettare ispezioni.
L’isola vuole diventare leader nel settore per attirare investimenti stranieri e migliorare così la sua economia.

Consapevoli dei Rischi 

Il direttore del dipartimento dello Sviluppo economico dell’e-business, Peter Greenhill, ha dichiarato:
«L’Isola di Man riconosce sia i rischi sia le opportunità offerte dalle valute digitali.

Siamo consapevoli dei problemi che hanno circondato queste attività, ma siamo anche in grado di identificare i potenziali concorrenti credibili nel mercato che desiderano esplorare questa tecnologia innovativa».

Isola di Man: Paradiso Offshore

Un paradiso offshore che attira aziende da tutto il mondo

Il risultato sorprendente è che oggi, in questa terra immersa nelle acque del mare d’Irlanda, si può pagare una corsa in taxi e persino un cappuccino al bar utilizzando la moneta digitale.
E non è raro trovare la scritta “bitcoin accepted” fuori dagli esercizi commerciali.

Bitcoin

Terra delle start-up

Per capire la ratio che sta dietro alle decisioni dei legislatori di questo lembo di terra lungo appena 48 chilometri bisogna fare qualche passo indietro. Ormai da anni l’isola di man si è convertita nella terra delle start-up digitali, un paradiso offshore che attira aziende da tutto il mondo.

Zero Corporation tax

Società che possono beneficiare di un fisco “amico” che garantisce zero Corporation tax (imposta sul reddito dell’impresa), nessuna tassa sul capital gain (utile di capitale) né sull’eredità e una bassa tassazione sulla persona.
Già nel 2014 il ministro delle finanze Eddie teare affermava a riguardo: «la nostra aliquota fiscale aziendale allo 0% è, a mio avviso, la pietra angolare della nostra economia e fornisce la prova inconfutabile che la nostra strategia funziona bene. Oltre 1.100 nuovi posti di lavoro sono stati creati negli ultimi due anni».

Bitcoin: Isole di Man e le Aziende di Gioco Online

Bitcoin

Qui molte società di gioco online hanno aperto la loro sede

L’isola di Man, proprio per le sue caratteristiche in tema di tassazione, rientra nell’elenco dei paradisi fiscali inseriti nel decreto ministeriale del 4 maggio 1999.

Un Eden dove anche molte società di i-gaming, gioco online, hanno aperto la loro sede. A crescere però è l’intero settore: attualmente si contano 170 start-up digitali.

E di queste almeno 25 hanno adottato bitcoin per le loro transazioni.

PRODUCONO IL 20% DEL PIL.

Secondo l’agenzia Bloomberg, il 20% del Prodotto interno lordo (Pil) isolano, che in totale è di 4 miliardi, sarebbe proprio frutto dell’operato di queste imprese.

Tante aziende, tanti lavoratori che arrivano da altri Paesi.

Per questo dal dicembre 2015 nell’isola di Man è anche possibile fare domanda per un permesso di lavoro online.

Certezze ai Partner 

«Abbiamo voluto dare maggiore certezza e rassicurazione», ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Laurence Skelly, «ai coniugi e ai partner civili dei lavoratori che stanno lavorando nell’isola di Man». Un modello o un caso isolato?

Necessità Economiche 

Secondo Franco Cimatti, presidente di Bitcoin Foundation Italia, «va considerato che l’isola di Man ha fatto scelte di questo tipo per necessità puramente economiche: non potendo contare su altri settori, ha puntato su quello delle start-up.

In Europa guardo di più all’Inghilterra che è il luogo dove bitcoin sta avendo maggior successo».

Bitcoin: da Gary North ai personaggi della sfera libertaria/Austriaca

Inizieremo un percorso di critica al sistema Bitcoin con vari botta e risposta tra Gary North ed altri personaggi nella sfera libertaria/Austriaca.

Verranno vagliati, quindi, entrambi i punti di vista esponendo pregi e difetti di quella che si prefigge di essere la moneta del prossimo futuro.

In primo luogo, descriverò l’economia dietro ogni schema di Ponzi. In secondo luogo, spiegherò la teoria dell’origine del denaro secondo la Scuola Austriaca.

Questa analisi è strettamente economica

Bitcoin: Economia di Ponzi

In primo luogo, qualcuno di cui nessuno aveva mai sentito parlare prima annuncia di aver scoperto un modo per fare soldi.

Nel caso di Bitcoin, l’affermazione è praticamente alla lettera. Il creatore ha letteralmente creato quello che secondo lui può essere denaro, o sarà denaro.

Ha creato questo denaro da cifre informatiche, insomma dal nulla. Pensatelo come ad un “aspirante Federal Reserve.”

In secondo luogo, l’individuo afferma che un particolare mercato offre opportunità di arbitraggio non sfruttate. Qualcosa viene venduto ad un prezzo troppo basso. Se si entra nel programma oggi, la persona che gestisce il sistema sarà in grado di vendere alto a vostro nome. Così potrete approfittare dell’opportunità di arbitraggio .

Oggi, con il trading ad alta velocità, le opportunità di arbitraggio durano solo pochi millisecondi nei mercati. Le opportunità di arbitraggio nei mercati dei futures delle materie prime durano per periodi molto brevi. Ma nel mercato dei futures più indebitato e sofisticato di tutti, cioè i mercati dei futures valutari, le opportunità di arbitraggio durano così poco tempo che solo programmi informatici ad alta velocità sono in grado di approfittarne.

L’individuo che vende lo schema di Ponzi fa i soldi trasferendo una grossa fetta del denaro in entrata. In altre parole, non investe niente. Ma Bitcoin è unico. Il denaro è stato trasferito sin dall’inizi.

Qualcuno possedeva una buona percentuale delle cifre originali. Poi, raccontando la sua storia, questo individuo ha creato la domanda per tutte le cifre informatiche ed il valore in dollari della sua quota di Bitcoin si apprezza.

Questa strategia è stata descritta una generazione fa da George Goodman, che scriveva sotto lo pseudonimo di Adam Smith: Supermoney. Viene attuato con le società finanziarie quando gli individui creano una nuova attività, conservano una gran parte delle azioni e poi le vendono al pubblico.

In questo senso, Bitcoin non è uno schema di Ponzi. Si tratta semplicemente di un sistema “supermoney.”

Bitcoin

LA TEORIA DELLE ORIGINI DEL DENARO SECONDO LA SCUOLA AUSTRIACA

La migliore definizione di denaro è stata offerta dall’economista Austriaco Carl Menger nel 1892. Disse che il denaro è la merce più commerciata.

Questa definizione venne ripresa dal suo discepolo, Ludwig von Mises, il quale la ripresentò nel suo libro, The Theory of Money and Credit, pubblicato nel 1912.

In quel libro Mises sosteneva, come Menger prima di lui, che il denaro derivasse da operazioni di mercato. Quello che prima non era denaro, ora funziona come denaro. Qualcosa che era prezioso per se stesso, molto probabilmente oro o argento, diventa prezioso per un altro scopo, vale a dire, la facilitazione dello scambio.

Le persone si spostano dal baratto ad un’economia monetaria. Questo aumenta la divisione del lavoro.

All’aumentar delle persone che utilizzano il denaro-merce al fine di facilitare gli scambi, si estende la divisione del lavoro e, di conseguenza, aumenta la produttività delle persone.

Possono specializzarsi. Questa specializzazione produce maggiore produzione per persona, e quindi maggiore reddito pro capite.

In questo scenario, qualcosa che aveva un valore indipendente diventa il fulcro dei commercianti, i quali scoprono che la loro capacità di acquistare e vendere aumenta come conseguenza dell’utilizzo di questa merce. Il denaro si sviluppa dagli scambi di mercato.

Il denaro non viene utilizzato per se stesso, ma viene ampiamente usato come moneta a seguito di innumerevoli operazioni all’interno dell’economia. ( Theory of Money and Fiduciary Media, pubblicato dal Mises Institute nel 2012.)

Ecco il punto centrale sul denaro: è il prodotto del processo di mercato. Nasce da un processo decentrato e non pianificato, e tale processo richiede tempo. Ci vuole molto tempo.

Si diffonde lentamente, mentre nuove persone lo scoprono come strumento di produzione perché aumenta la dimensione del mercato per tutti i beni e servizi. Nessuno dice, “penso che inventerò una nuova forma di denaro.”

Nota: ogni volta che vedete la proposta di una nuova forma di denaro, tenetevi stretta quella vecchia.

Il vantaggio centrale del denaro è il suo potere d’acquisto prevedibile. Una merce monetaria non è facile da produrre. Il costo di estrazione è elevato. Il denaro viene adottato da un gran numero di partecipanti molto lentamente. Questi partecipanti usano il denaro come mezzo di scambio.

Perché?

Perché era importante il giorno prima. Hanno quindi aspettano che fosse valido il giorno successivo. Il denaro ha continuità di valore. Ciò non equivale ad un valore intrinseco. Si tratta di un valore storico.

Quindi una persona può comprare denaro dalla vendita di beni o servizi, mettere questi soldi da parte e ri-immetterli nei mercati in una posizione diversa o in un momento diverso, avendo fiducia che sarà in grado di acquistare un quantitativo simile di beni e servizi.

Il denaro non viene accumulato perché rappresenta il mezzo di scambio. Viene accumulato per acquistare beni e servizi futuri. E’ utile nella facilitazione dello scambio proprio perché il suo valore di mercato varia di poco nel corso del tempo.

E’ la prevedibilità del tasso di cambio di mercato che lo rende denaro.

BITCOIN NON E’ DENARO

Bitcoin

Ora diamo un’occhiata a Bitcoin.

Il valore di mercato di un bitcoin è passato da circa $2 a $1,000 in un anno. Questo non è denaro.

Questa merce non viene acquistata per i suoi servizi come denaro. È imprevedibile

Certo, quelli che sono entrati per primi in questo schema di Ponzi se la stanno cavando molto bene. Probabilmente continueranno ad andare bene per un certo periodo di tempo.

Mentre sempre più persone sentiranno parlare di questo investimento, giustificato in termini di potenziale denaro del futuro, si affretteranno.

I ritardatari stanno esitando non perché capiscono il suo potenziale come denaro del futuro (almeno non più di quanto i loro omologhi nello schema di Charles Ponzi pensavano di comprare il potenziale arbitraggio di francobolli stranieri), compreranno bitcoin perché siamo nel bel mezzo di una mania.

Continueranno a comprare perché pensano che questa volta è diverso.

Questo denaro digitale non verrà utilizzato per facilitare lo scambio. Nessuno si sbarazzerà di un asset che si è spostato da $2 a $1,000 in un anno per comprare pizze.

La gente vuole aggrapparvisi rifiutandosi di venderli, nella speranza che possano salire fino a $2,000. Questo è il classico tratto psicologico negli schemi di Ponzi.

La gente non compra l’investimento per i benefici previsti, in altre parole, non perché è un bene capitale; lo compra solo perché è salito di prezzo.

Si aspettano che ciò continui.

Ecco la teoria del denaro secondo la Scuola Austriaca: la gente compra denaro perché non è sceso di prezzo, ma allo stesso tempo non è salito di molto.

È prevedibile. Perché?

Perché viene trattenuto in riserva da un gran numero di persone su una vasta area geografica.

Una merce diventa denaro attraverso la tradizione, attraverso l’esperienza e attraverso un numero infinito di scambi su base volontaria. Il mercato lo sceglie come mezzo per facilitare lo scambio, e quindi come mezzo per conservare valore nel tempo. Questa non è caratteristica di Bitcoin.

Le persone non lo stanno comprando affinché serva come moneta; lo stanno comprando perché sono nel bel mezzo di una mania, e stanno azzardando che il numero di acquirenti continuerà a salire per sempre.

Ecco un fatto economico: il numero degli stolti è limitato. Sono una risorsa economica scarsa. Mentre il prezzo dei bitcoin aumenta, più stolti saranno attirati nel mercato. Ma questo non è un mercato infinito.

Affinché Bitcoin diventi una valuta alternativa, ci serviranno milioni di utenti che lo utilizzino, forse decine di milioni. Dovrà svilupparsi in base al suo merito come denaro, non come un investimento di dollari al fine di farne di più. Dovrebbe svilupparsi attraverso lo scambio, non acquistato come un investimento.

Prossimamente la guida per la creazione dei bitcoin

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