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16 novembre 2018

Gianroberto Casaleggio | La storia, dagli anni in Olivetti a M5S


Gianroberto Casaleggio, un personaggio enigmatico la cui carriera è caratterizzata da una serie di successi e di idee che anticipavano i tempi, , dopo 15 anni di ricerche ho trovato e riportato in questo articolo delle sconvolgenti possibilità sul suo conto.

Gianroberto Casaleggio: La storia da Olivetti a M5S

Gianroberto Casaleggio

Per raccontare il successo di un progetto non si può evitare di parlare di chi lo ha ideato, palesemente o nell’ombra non importa. Parliamo della svolta mediatica e politica di Beppe Grillo. Vero e proprio fenomeno che da deriva post-televisiva oggi diventa movimento e oggetto politico 2.0, come ormai va di moda definire chi usa internet per la propria comunicazione.

In Italia in questo periodo inevitabilmente si parla molto del MoVimento 5 Stelle. Questo movimento di cittadini nato attorno al blog di Beppe Grillo è diventato una forza politica che raccoglie quasi il 30% dei consensi elettorali, un risultato incredibile e che sta mettendo in seria difficoltà i partiti politici convenzionali Chi è l’ideatore di questa svolta del comico genovese, trasformatosi da uomo di spettacolo a vero e proprio profeta della «democrazia digitale»? Un nome e un’azienda. Gianroberto Casaleggio, Casaleggio Associati.

È lui il manager che ha persuaso Grillo dell’utilità della Rete. La società che presiede, la Casaleggio Associati, ha l’obiettivo dichiarato di:
«sviluppare in Italia la cultura della Rete»

E ha creato e gestisce, tra le altre cose, non solo il blog di Beppe Grillo, la distribuzione di tutti i suoi gadget, ma ha anche ideato, lo stesso V-Day!

Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera con Olivetti, di Roberto Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg Spa a I.T. Telecom Spa, che nel 2000 ha dato vita a Netikos Spa dove Casaleggio fa parte del CdA con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel CdA Piaggio), poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati, che in poco tempo si ritrova a lavorare con grandi multinazionali del calibro di JPMorgan, PepsiCo, Marriot, American Financial Group, Bnp Paribas, Ibm e Best Western.

È la Casaleggio Associati a curare direttamente il blog di Grillo, la rete dei Meetup, la comunicazione esterna, la strategia del movimento sulla Rete. E non solo, è anche la casa editrice che cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese e anche parte dell’organizzazione dei suoi tour.

Neanche Grillo fa mistero che il suo ritorno di visibilità e il grande impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto in gran parte alla sinergia con questa azienda specializzata nella comunicazione e nel marketing digitale.

Una strategia chiaramente esplicitata, quella della Casaleggio.
«Le reti sono ovunque intorno a noi. Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio».

Così viene presentato l’ultimo sforzo editoriale del gruppo «Tu sei Rete», bibbia del nuovo credo internettiano.

La missione aziendale è sempre quella del migliorare il posizionamento su Internet e la valorizzazione dei prodotti e dei marchi dei propri clienti.

Fin qui si tratta di una carriera sulla cresta della new economy e sicuramente degna di nota. Gianroberto Casaleggio ha quindi saputo posizionare le sue aziende in un segmento di mercato in espansione diventando un soggetto di primaria importanza in questo ambito grazie alla sua capacità di prevedere con largo anticipo come sarebbero andate le cose

Gianroberto Casaleggio: Beppe Grillo, il cambio di rotta

Gianroberto Casaleggio

Nel Gennaio 2005 parte il blog di Beppe Grillo.

Nel 2005 avviene un deciso cambiamento negli interessi di Casaleggio che contatta Beppe Grillo, che si autodefinisce “comico con senso civico”, offrendogli i suoi servigi.

Beppe Grillo a quei tempi sfasciava computer all’inizio dei suoi spettacoli in giro per l’Italia perché li odiava, ma Casaleggio lo convince a cambiare approccio.

IL VIDEO DI GRILLO CHE SFASCIA PC A MARTELLATE 

Gli insegna a non vedere il progresso come un modo per imprigionare le persone, ma gli fa capire che Internet è il mezzo d’informazione del futuro.

Grillo rimane affascinato da questa visione e si convince al punto di dar vita ad un blog che in poco tempo diventa uno dei più influenti del mondo e il catalizzatore di quel movimento che poi sarà il MoVimento 5 Stelle, ovviamente non senza l’aiuto costante della Casaleggio Associati.

Poco dopo, su richiesta di Beppe Grillo, la Casaleggio Associati si occuperà anche della vita online di Antonio di Pietro, che seguirà fino al 2010, forse per sfruttarne il partito politico già avviato e la notorietà dell’ex-magistrato, ma a quanto pare la cosa non ha seguito.

Beppe Grillo: la mente ha bisogno del braccio

Gianroberto Casaleggio

Ma perché Gianroberto Casaleggio ha cercato la sponda in Beppe Grillo?

Perché la mente ha bisogno del braccio per raggiungere i suoi scopi. Sicuramente il comico genovese ha una grandissima capacità di comunicare con il pubblico, dote affinata negli anni passati nel mondo dello spettacolo spaziando dal cinema agli spettacoli dal vivo, cosa che invece il guru non ha.

Casaleggio pensa e progetta, Grillo agisce, apparentemente è una perfetta simbiosi con uno scopo che diventerà via via sempre più chiaro: cambiare il mondo.

La concretizzazione di un progetto e l’esposizione pubblica

Gianroberto Casaleggio

Nasce così il Movimento 5 Stelle che si candida subito come l’alternativa vera e intransigente di chi non vuole essere vittima del sistema, ma di chi il sistema lo vuole cambiare.

Il M5S si presenta quindi a varie elezioni amministrative e grazie al supporto delle tante persone che gravitano attorno al blog di Beppe Grillo e alla campagna mediatica martellante orchestrata da Casaleggio arrivano anche i primi risultati.

Fino a questo punto Gianroberto Casaleggio è rimasto praticamente nell’ombra e quasi nessuno sa chi è, anche se collabora in prima persona al blog.

La sua discesa in campo avviene però in maniera non programmata a causa delle dure critiche ricevute da parte di Giovanni Favia, parte del M5S, che in un fuori onda lo accusa pesantemente di essere il padrone del Movimento, che è una realtà democratica solo in apparenza, perché che all’interno è guidata con il pugno di ferro verso una sola direzione, quella di Casaleggio appunto.

E in questo scenario Beppe Grillo risulta evidentemente essere solo il braccio che agisce.

IL VIDEO DEL FUORIONDA (la parte interessante è circa da metà).

Chi sono i soci della Casaleggio Associati, editore del blog di Grillo?

La Casaleggio Associati viene fondata il 22 Gennaio 2004 da Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich.

Gianroberto Casaleggio, già Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg

Luca Eleuteri, tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg

Mario Bucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg

Enrico Sassoon, entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg

Gianroberto Casaleggio: Le origini del Fenomeno

Per capire le origini del fenomeno Casaleggio, è necessario partire dalle fibrillazioni societarie di Telecom fra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila.

O meglio, è fondamentale analizzare le vicende di un’azienda del gruppo allora nelle mani di Tronchetti Provera e della Pirelli, la Webegg.

Amministratore delegato della società è all’epoca Gianroberto Casaleggio.

Non lasciamoci ingannare dal suo aspetto da nerd smanettone, dalla sua capigliatura da studente fuori corso della Berkeley University, Gianroberto è uno dei massimi esperti in Italia di web, reti sociali (social network), marketing elettronico.

Gianroberto Casaleggio:  La Webegg

La Webegg Spa nel 2002, anno del suo massimo sviluppo e in cui Gianroberto Casaleggio è l’uomo di vertice, risulta essere «un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende e della pubblica amministrazione in Rete», come si apprende dai documenti sul sito aziendale che indicano la sua mission.

Anzi, si tratta in quel momento del gruppo leader nel settore. Reti interne ed esterne, efficienza aziendale, internet, capacità di penetrazione dei prodotti sul mercato attraverso il web marketing e, per le pubbliche amministrazioni, sistemi di efficienza mirati all’e-governance.

Insomma un grande giro di affari potenziale, ma forse una società nata in troppo anticipo sui tempi e infatti ben presto oggetto di veloci cambi di mano.

La Webegg all’epoca è una società controllata al 69,8 per cento da I.T. Telecom Spa a sua volta controllata al 100 per cento da Telecom Italia.

Poi, esattamente fra giugno e luglio 2004, I.T. Telecom Spa sottoscrive un contratto con un’altra azienda del settore in rapida ascesa, la Value Partners Spa, cui cede il pacchetto azionario detenuto in Webegg.

Per ottenere la maggioranza di Webegg vengono sborsati 43 milioni di euro mentre il resto delle azioni, pari al 30,2 per cento, rimane nel portafoglio di un’altra azienda della galassia di società Telecom, la Finsiel.

Tutto ciò viene riportato dalla stampa specializzata dell’epoca, come una delle operazioni di fusioni strategiche più importanti nel settore.

Ma non ci si ferma qui. In seguito ad altre operazioni di fusioni e riassetti interni alla Value Partners, nasce Value Team, azienda leader nelle consulenze aziendali non solo in termini contenutistici ma anche della sicurezza digitale.

Dopo questo vortice di fusioni e vendite il gruppo di dipendenti della Webegg che ruota attorno all’ormai ex amministratore delegato decide di dare vita al nuovo progetto della Casaleggio Associati.

E portandosi dietro un pacchetto nutrito di rapporti, partnership e competenze

Gianroberto Casaleggio: Casaleggio Associati

Per capire di cosa stiamo parlando è necessario svelare prima chi sono le figure chiave della Casaleggio Associati oggi e della Webegg prima.

Partendo da Enrico Sasson, giornalista, dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole-24 Ore, già direttore responsabile di L’Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente e del settimanale Mondo Economico.

Da suo curriculum pubblico apprendiamo anche che «è stato direttore scientifico del gruppo Il Sole-24 Ore».

Nel 1998 Sasson è amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby indirizzata a favorire i rapporti commerciali delle Corporation americane in Italia e il cui presidente è Umberto Paolucci, che è stato vice presidente di Microsoft Italia fino al 2010

Proprio nel consiglio di amministrazione dell’American Chamber of Commerce in Italy si comprende quale sia uno dei fattori di successo nelle relazioni della Casaleggio Associati.

Oltre a Paolucci compaiono nel 1998 altri personaggi di grande spessore.

La lista pubblicata al momento della nomina di Sasson vedeva, fra gli altri: Gian Battista Merlo, presidente e amministratore delegato Exxon Mobil Mediterranea Srl; Gianmaria Donà dalle Rose, amministratore delegato Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia; Massimiliano Magrini, country manager Google Italia; Luciano Martucci, presidente e amministratore delegato Ibm Italia Spa; Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset Spa; Maria Pierdicchi, direttore generale Standard & Poor’s; Massimo Ponzellini, presidente Impregilo Spa; Cristina Ravelli, country legal director The Walt Disney Co. Italia Spa; Dario Rinero, presidente e amministratore delegato Coca-Cola Hbc Italia Srl; Cesare Romiti, presidente onorario Rcs.

Nell’American Chamber of Commerce in Italy troviamo altre figure di spicco come Gianluca Comin, dirigente Enel, e Giuseppe Cattaneo dell’Aspen Institute Italia, il prestigioso pensatoio, creatura di Gianni Letta, presieduto da Giulio Tremonti.

E l’Aspen Institute pesa, ovunque agisca. Luogo di incontro fra intellettuali, economisti, politici, scienziati e imprese.

Nell’Aspen transita l’élite italiana, che faccia riferimento al centro-destra o al centro-sinistra. Con quali finalità? «L’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni», si legge nella mission dell’istituto. E in che modo? «Il “metodo Aspen” privilegia il confronto e il dibattito “a porte chiuse”, favorisce le relazioni interpersonali e consente un effettivo aggiornamento dei temi in discussione. Attorno al tavolo Aspen discutono leader del mondo industriale, economico, finanziario, politico, sociale e culturale in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva».

È Sassoon, quindi, l’uomo delle relazioni al massimo livello della Casaleggio Associati.

Gianroberto Casaleggio

Siede ai vertici di organizzazioni d’élite, ha relazioni, opportunità di accedere alle giuste informazioni. L’uomo, giustamente, del business.

E che fa capire quanto il gruppo Casaleggio Associati non sia affatto un collettivo di nerd smanettoni, ma uno dei pensatoi più accreditati per quanto riguarda le potenzialità di mercato della Rete nel nostro paese.

Il teorico e inventore del gruppo è stato invece Gianroberto Casaleggio. «È stato dirigente», si legge sul suo curriculum, «di aziende ad alto indirizzo tecnologico», e la sua principale attività, oltre a curare personalmente l’oggetto mediatico Grillo (e Di Pietro, oggi) è quella della pubblicistica.

E anche Casaleggio ha una storia «aziendale» di rilievo, parallela anche se meno convenzionale a quella di Sassoon.

Inizia infatti a farsi notare non in un laboratorio di qualche campus, ma nell’Olivetti di Roberto Colaninno, e qualche anno dopo diventa amministratore delegato di Webegg, come abbiamo già detto suo trampolino di lancio in seguito come guru nostrano della rivoluzione della Rete.

La Webegg ha origine da una joint-venture tra Olivetti e Finsiel (della Telecom), ma nel 2002 l’azienda di Ivrea cede il suo 50 per cento alla Telecom.

Intanto Casaleggio ha dato vita a un’altra società, la Netikos, dove siede per alcuni mesi nel consiglio di amministrazione accanto a un figlio di Colaninno (Michele).

Ma è un’avventura di breve durata, o forse solo il momento di transito per creare con i vecchi amici della Webegg qualcosa di totalmente nuovo.

E infatti nel 2004 Gianroberto chiude baracca e burattini e va a fondare con altri dirigenti Webegg la Casaleggio Associati, attuale editore di Beppe Grillo. Tutto qua? Certo che no.

La Casaleggio è molto di più, anche se apparentemente sembra avere un ruolo «periferico» nello sviluppo delle strategie di marketing sulla Rete.

Gianroberto scrive molto spesso sia sul sito del gruppo che su molti giornali di temi legati alla Rete. «L’organizzazione di Rete», si legge nel suo curriculum online, «i modelli di e-business e il web marketing sono tematiche che ha approfondito e applicato a società italiane negli ultimi otto anni, anche grazie a una relazione costante con i riferimenti mondiali del settore».

Per lui la Rete è un’ossessione, più di un mezzo, più di un media. Ne è un teorico e uno dei guru delle nuove frontiere del marketing digitale e di cosa si possa fare attraverso i social network grazie a strategie di marketing «virale», forma di promozione non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio a un numero esponenziale di utenti.

Casaleggio Associati: L’influencer

Casaleggio ha capito in anticipo, almeno per quanto riguarda il mercato italiano, quali siano le potenzialità del web e dei social network.

E individua una nuova figura di venditore propagandista in parte consapevole e in parte no: l’influencer. «Online il 90 per cento dei contenuti è creato dal 10 per cento degli utenti, queste persone sono gli influencer», scrive in un articolo Casaleggio, «quando si accede alla Rete per avere un’informazione, si accede a un’informazione che di solito è integrata dall’influencer o è creata direttamente dall’influencer.

L’influencer è un asset aziendale, senza l’influencer non si può vendere, c’è una statistica molto interessante per le cosiddette mamme online, il 96 per cento di tutte le mamme online che effettuano un acquisto negli Stati Uniti, è influenzato dalle opinioni di altre mamme online che sono le mamme online influencer».

Se andiamo ad analizzare il sistema di diffusione online del fenomeno Beppe Grillo è facile constatare quanto questa strategia sia efficace.

E non solo per Grillo, visto che il numero dei clienti e delle partnership italiane e statunitensi vanno ben oltre alla promozione del comico genovese.

Oltre quanto?

Nel 2004, a pochi mesi dalla sua nascita, la Casaleggio Associati annunciò pubblicamente attraverso le agenzie di stampa la nascita della partnership con Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management (Btm).

La Enamics ha una rete di relazioni aziendali impressionante sia dirette che indirette grazie anche a una rete di partnership consolidata e da più di 6 anni con due altre aziende del settore, la Future Considerations e la Ibm Tivoli.

Spiccano, come si legge nel board sia di Enamics che dei sui partner, nomi come Pepsico, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro Usa), Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller.

E poi ancora: Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa). Ecco quindi la rete di relazioni, teoriche e aziendali, della Casaleggio Associati con le aziende più quotate del settore negli Stati Uniti.

Comunicazione, e-commerce, reti web, sicurezza. Gli stessi settori della Webegg prima e di Casaleggio e soci poi.

Sassoon e Casaleggio, sul rapporto dei due si gioca tutto il peso del progetto della Casaleggio Associati. Da un lato l’uomo delle relazioni «tradizionali» con il mondo della finanza e della politica italiana, dall’altro il super-esperto con reti di rapporti consolidate e partnership oltre oceano. Non si tratta quindi solo di sperimentare nuove forme di marketing, si tratta di una solida base di business. E questo la Casaleggio Associati fa.

Se qualcuno pensava ancora che la Casaleggio Associati fosse solo un gruppo di persone appassionate della comunicazione in Rete che si dedica al blog di Beppe Grillo (e a quello, ricordiamolo, di Antonio Di Pietro), dopo aver letto di questo vorticoso intreccio di partnership aziendali, clienti, collaborazioni, si dovrà ricredere.

Qualche domanda se la stanno ponendo, per esempio, molti «grillini» della prima ora che nel corso degli ultimi anni hanno criticato alcune virate di Beppe Grillo, castigatore senza pietà dei costumi delle imprese italiane che lentamente (oltre all’ex padrone di Casaleggio, Telecom) sono uscite fuori dal mirino del neo-Savonarola (l’associazione non è nostra ma della stessa Casaleggio) ligure.

Ora Grillo parla quasi esclusivamente di politica e di politici. E dov’è finito il «messaggio» della prima ora, quello della lotta contro il «signoraggio monetario»? Se qualcuno sulla rete dei Meetup o nei commenti sul blog di Grillo pone l’interrogativo si vedrà cancellare o non pubblicare la propria opinione.

E chi cura direttamente e capillarmente il blog di Grillo e la rete dei Meetup?

Il figlio di Gianroberto Casaleggio, Davide.

Dopo tutto le regole della «moderazione» sul web le detta chi mette in Rete una determinata piattaforma o sito. Funziona così ovunque, funziona così anche sul sito di Grillo.

Certi argomenti, determinate domande non compaiono. Abbiamo visionato la situazione, «postando» sul blog di Grillo determinati temi scomodi e il commento non veniva approvato. Compariva solo se si utilizzava un determinato termine spezzato dalla punteggiatura. Ma anche in questo caso il commento dopo poco spariva. Come su YouTube, dove video che criticano esplicitamente il rapporto fra Casaleggio e Grillo scompaiono con frequenza impressionante, così avviene per gli interventi nei Meetup più «popolati».

Gianroberto Casaleggio: Un breve ripasso su Roberto Colaninno

Roberto Colaninno nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti.

In quegli anni trasforma l’azienda da una società di computer in una holding di telecomunicazioni Creando Infostrada e Omnitel.

Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (OPA) su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia.

Come soci dell’operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti.

L’operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom che non riesce a risanare, facendo sprofondare la società di telecomunicazione.

Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli (Marco Tronchetti Provera) e Benetton (famiglia Benetton).

Roberto Colaninno e Gianroberto Casaleggio: Ricapitoliamo

Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti S.p.A. di Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti S.p.A. cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A.., che intanto ha dato vita a Netikos Spa dove fa parte del Cda con un parente stretto di Colaninno, poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati , l’attuale editore di Beppe Grillo!

Come mai lo stesso Grillo si domanda chi ha affossato TELECOM, quando il suo editore attuale è stato nello stesso Cda con i Colaninno?

“Attualmente la cordata Colaninno, Berlusconi e SanPaoloIMI si stanno prendendo la Telecom ” (tratto da Finanza World) 

Ecco cosa pubblica l’agenzia stampa italiana Adnkronos:

La trattativa è “in una fase avanzata, mancano solo alcuni dettagli”.

Secondo quanto riferiscono all’Adnkronos fonti vicine al dossier, si starebbe per chiudere l’accordo che porterebbe Mediobanca, Intesa, Generali, Benetton e Telefonica a controllare Telecom, attraverso una quota complessiva pari a circa il 25% del capitale.

Alla quota del 18% detenuta da Olimpia si sommeranno infatti anche le quote rispettivamente detenute da Mediobanca, 1,54%, e Generali, 4,1%.

Telefonica rileverebbe una quota pari al 40% di Olimpia e ne diventerebbe il primo azionista, con Mediobanca e Generali che entrerebbero apportando anche le quote dirette possedute in Telecom.

A Intesa Sanpaolo spetterebbe una partecipazione più piccola.

All’interno di quella che sarebbe una sorta di Newco rimarrebbe anche Benetton con una quota quasi dimezzata rispetto all’attuale 20%.

Il disimpegno di Pirelli, che controlla l’80% di Olimpia, avverrebbe ad un prezzo pari a 2,80 euro, frutto della media di quanto metteranno sul piatto da una parte Telefonica e dall’altra i soci bancari. Un successivo aumento di capitale garantirebbe l’ingresso dei soci italiani.

“Olivetti stima che 13.000 persone nella telefonia fissa siano di troppo e si aggiungono alle 6.000, impegnate in altre attività del gruppo, che Telecom sta già spingendo a uscire” (Il Sole 24 Ore, 22-5-99)

Letto bene? 19.000 licenziamenti!

Tiriamo le somme!

Gianroberto Casaleggio, l’uomo dietro Grillo, ha avuto rapporti con i Colaninno.

E prima di lavorare in proprio è stato in una società controllata da Telecom Italia, la Webegg.

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Gianroberto Casaleggio: 2010 Grillo attacca Gnutti-Colannino

Grillo  però attacca Gnutti-Colaninno (Mr. 19.000 licenziamenti) e soprattutto Provera (prode skipper con l’hobby delle scatole cinesi…)

VIDEO TELECOM ITALIA BEPPE GRILLO ATTACCA GNUTTI-COLLANINNO (Mr. 19.000 licenziamenti)

La share action che scopo ha? Beppe Grillo scrive al neo a.d. Bernabè che nel 2008 sarà pronto con la share action, ma a far che???

Non è un po’ strano che il suo editore sia così attaccato all’argomento Telecom?

Riporto alcuni passaggi dell’intervento di Beppe Grillo

Fonte Ufficiale: Il Blog di Beppe Grillo

Oggi sono venuto a celebrare i funerali di Telecom Italia. Ho il lutto al braccio. La ex prima azienda tecnologica del Paese è finita, ogni anno, da 10 anni, diventa più piccola, più marginale nel contesto internazionale. Nel periodo 2008/2012 tra tagli effettuati e tagli futuri sono previsti altri 13.000 licenziamenti. L’organico di Telecom Italia al 31.12.2009 era di 54.236 dipendenti, nel 1999 quando fu ceduta a debito da Massimo D’Alema ai capitani coraggiosi Gnutti e Colaninno e Consorte aveva quasi il doppio di dipendenti.
Telecom si sta estinguendo. Quando un’azienda esternalizza i suoi migliori informatici e ingegneri per fare efficienza non ha futuro. 3000 tra i migliori del Paese sono esternalizzati in una grande scatola dal nome SSC che sarà “efficientata” e poi venduta con comodo. Che futuro ha un Paese che licenzia gli ingegneri e importa mano d’opera a basso costo? Telecom deve essere venduta al più presto a Telefonica o a qualche grande gruppo internazionale prima che gli attuali azionisti ne spolpino anche le ossa. Telecom è morta, ma si possono espiantare i suoi organi e salvare l’occupazione ancora rimasta.
Il presidente di Telecom Galateri ha detto che: “c’è il debito da ridurre, lo faremo”, ma come può pensare di farlo se continua a distribuire dividendi agli azionisti tutti gli anni, anche quest’anno. La casa va a fuoco e usano l’acqua rimasta per farsi una doccia. Negli ultimi 10 anni il debito è rimasto lo stesso, mentre gli azionisti e i manager si sono arricchiti e Telecom ha come dice elegantemente Galatieri “diminuito il suo perimetro”. Il perimetro dei piccoli azionisti si è invece allargato, il valore di un’azione Telecom era di circa 8 euro nel 2003 e oggi vale poco più di un euro. Nel 2009 i ricavi di Telecom Italia sono stati di 27,1 miliardi di euro con un debito di 34 miliardi di euro. Il debito è di 7 miliardi di euro più dei ricavi.
I ricavi sono in diminuzione del 6,3% rispetto al 2008 ed è previsto un ulteriore calo del 3% nel 2010 e, dopo aver ceduto quasi tutto in questi dieci anni, dalle partecipazioni estere, agli immobili, a società innovative come Telespazio, Italtel Sirti, si annuncia la prossima cessione del 50% di Telecom Argentina.
Si parla di investimenti nei prossimi anni quando la Rete è un colabrodo e siamo ultimi nelle classifiche europee per la diffusione della banda larga.
Vorrei fare un semplice esercizio, da ragioniere, perché io sono un ragioniere, se la Telecom in questi dieci anni ha venduto quasi tutte le sue partecipazioni, i suoi immobili, persino le centrali telefoniche, ridotto del 50% il personale, diminuito i suoi ricavi, ridotto gli investimenti, quasi azzerato il valore del titolo e, nonostante tutto questo, il debito è rimasto lo stesso di 34 miliardi. La domanda è: dove sono finiti i soldi? Chi ha distrutto la più importante azienda italiana nel campo dell’innovazione costruita con le tasse di generazioni di italiani?
I soldi sono finiti in stock option milionarie, in dividendi agli azionisti del salotto buono che hanno spolpato viva la Telecom. E’ necessario fare un’indagine patrimoniale sui manager che in questi anni hanno gestito la Telecom per verificare il loro patrimonio prima e dopo il loro ingresso in Telecom. Per verificare se le operazioni che hanno condotto in questi anni di cessioni del patrimonio Telecom abbiano procurato loro dei guadagni diretti o indiretti. La distruzione del valore di Telecom Italia è stato il più grave danno sia economico che per il futuro sviluppo legato all’innovazione procurato al nostro Paese. Gli azionisti e i lavoratori e le generazioni future hanno o stanno già pagando il conto. I responsabili di questa catastrofe sia politici che imprenditori vanno perseguiti.
Bernabè è una persona che stimo come manager, ma che non ha fatto quello che una persona con la schiena dritta avrebbe dovuto fare: chiedere conto alle precedenti gestioni, da Colaninno a Tronchetti, da Buora a Ruggiero, implicato nello scandalo delle false fatturazioni di Telecom Sparkle, delle loro azioni, dei loro enormi guadagni e in alcuni casi dell’uso privatistico dell’azienda. Lo spionaggio ai danni di decine di migliaia di persone fatto da dipendenti Telecom ha prodotto alla società un danno di immagine enorme. Chi lo paga? Chi risarcisce i piccoli azionisti di un titolo spazzatura? Colaninno e Gnutti hanno intascato una plusvalenza di 1,5 miliardi di euro quando hanno ceduto le loro quote a Tronchetti finanziato dalle banche, perché? E perché i piccoli azionisti non hanno avuto nulla?
E’ immorale che siano state distribuite stock option milionarie per anni mentre decine di migliaia di persone perdevano il lavoro.
E’ necessaria una legge per impedire la distribuzione di dividendi alle aziende con un indebitamento superiore al 50% del fatturato. Qualunque piccola media azienda con un debito superiore del 30% al fatturato chiuderebbe domani mattina. Telecom è morta, per salvare l’occupazione residua va venduta al più presto a Telefonica e la dorsale deve ritornare in mani pubbliche dando ad ogni operatore le stessa possibilità e non a un unico soggetto.
La banda larga in Italia è stretta, la più stretta in Europa, anche grazie a questo Governo che tiene bloccati gli incentivi di 800 milioni per ridurre il digital divide e introduce tasse assurde come l’equo compenso sulle memorie.
La diffusione della banda larga nelle abitazioni secondo dati della Commissione Europea è nella Lombardia, la più avanzata delle Regioni italiane, di soli 36 famiglie su 100, esattamente come le regioni europee più povere come la Mancha spagnola e peggio della Polonia.
Dopo l’Italia ci sono solo la Romania, la Bulgaria e la Grecia. Senza infrastrutture l’Italia non ha un futuro e neppure un presente. Cari Bernabè e Galateri, vendete quello che è rimasto a Telefonica, restituite la dorsale allo Stato e dopo andate a casa, insieme al consiglio di amministrazione, prima del fallimento.

Ma in tutto questo Gianroberto Casaleggio sembra essere un fantasma, nessuno fa riferimenti alle sue partnership o frequentazioni con i personaggi che abbiamo appena citato, e Grillo appena 5 anni fa si esprimeva cosi nei confronti degli stessi collaboratori di Gianroberto Casaleggio.

Lascio a voi le considerazioni.

Gianroberto Casaleggio: le Partnership 

Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM).

La Enamics ha come clienti potenti corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group, ecc.

Tra le società citate, quella che più interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, famiglia nota per essere uno dei più ricchi ed influenti gruppi di potere, per la filantropia paraculistica, e meno noti per le loro idee sulle razze e sul controllo demografico, e per gli strani progetti cui partecipano insieme agli amiconi Bill Gates e Monsanto.

La mission di Casaleggio Associati

“L’obiettivo della società è di sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari e con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento.”

E come afferma sul proprio sito:

“Casaleggio Associati dispone di competenze specifiche sulla Rete, tramite i suoi soci ed affiliati; della conoscenza del territorio di applicazione, dovuta ai Rapporti e ai Focus di settore; delle tendenze e delle best practice, grazie al network di partner statunitensi.”

Partnership:  Bivings Group e Monsanto

Sembra proprio che Casaleggio si avvalga dell’esperienza americana; un esempio di azienda modello di marketing è la Bivings Group, nota per i clienti importanti, tra cui JP Morgan e Monsanto.

La Monsanto dopo clamorosi fallimenti nel tentativo di spianare la strada all’ingresso degli OGM nel mercato si è affidata a Bivings Group con eccellenti risultati.

Bivings Group si è avvalsa di personaggi fasulli (fake persuaders), dipendenti della Bivings (smascherati!) che andavano nei forum e scrivevano messaggi ‘disinteressati’ a favore della Monsanto e contro ricercatori che avevano scritto un articolo su Nature in cui affermavano che il mais messicano di produzione locale era stato contaminato, da una distanza molto grande, da polline geneticamente modificato.

Un macigno per i colossi del bio-tech che stavano cercando di convincere Messico, Brasile e Unione Europea ad abolire l’embargo sulle sementi OGM.

Cosa provocarono i commenti di questi fake? Fecero RITRATTARE Nature (prima volta in 133 anni!), la quale scrisse che l’articolo non doveva essere pubblicato. Possibile???

Sì, questa è una tecnica di ‘marketing virale’: si inventano fake che scrivono cose volutamente tendenziose per influenzare la gente indecisa che si schiera dalla loro parte pensando che………. E così via in maniera esponenziale come una vera infezione di massa!

Questa è la definizione tratta da Wikipedia:

“Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali.

È un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.”

Cito le parole di Giacomo Castellano:

“gli indirizzi dei gestori tecnici dei domini beppegrillo.it e antoniodipietro.it risultano tuttora domiciliati in via Jervis 77 a Ivrea, stesso indirizzo della sede storica di Olivetti.”

Il fatto curioso è che i domini olivetti.it e olivetti.com risultavano appoggiati al gestore tecnico TELECOM ITALIA, domiciliato a Taranto…”

Gianroberto Casaleggio: Le strane frequentazioni di Enrico Sassoon

Se cercate su Google il nome Enrico Sassoon (ricordate chi è?) troverete un sacco di belle cose.

Sicuramente non è uno che sta con le mani in mano: giornalista professionista, laureato in Economia e Commercio ed in Scienze Politiche, ha lavorato per l’Ufficio Studi Pirelli, ed è stato per 26 anni nel gruppo Il Sole 24 Ore, ma mi hanno colpito molto due degli incarichi che attualmente ricopre.

Il primo è quello di Direttore Responsabile della rivista Affari Internazionali.

Perché mi interessa molto? Perché basta che guardiate chi è nel Comitato di Redazione di tale rivista:

Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro dell’Economia

Ed è pure mooolto interessante spulciare i nominativi del Comitato Editoriale

Giuliano Amato, Ministro dell’Interno

Innocenzo Cipolletta, Presidente di Ferrovie dello Stato

Domenico Fisichella, Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali del governo Berlusconi

Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Antonio Maccanico, già Segretario Generale alla Presidenza della Repubblica con Sandro Pertini

Mario Monti, già Commissario Europeo, Presidente dell’Università Bocconi, frequentatore assiduo delle riunioni del Gruppo Bilderberg (Grillo docet!)

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica

Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale della Banca d’Italia

Sergio Siglienti, già Presidente della Banca Commerciale

Giuseppe Zadra, Direttore Generale dell’Associazione Bancaria Italiana

Già che ci siete guardate pure l’organigramma dell’Iai, Istituto Affari Internazionali, il promotore della rivista suddetta.

Ma aspettate, aspettate!

Il secondo ruolo di Sassoon che interessa particolarmente, visti i rapporti che lo porta ad avere con certi personaggi, è quello di membro del Board of Directors dell’American Chamber of Commerce in Italia (abbreviato AmCham).

“AmCham ha lo scopo di sviluppare e favorire le relazioni economiche tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, di promuovere e tutelare gli interessi dei propri associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi e di diffondere tra i propri associati le informazioni relative alla propria attività.”

“Il Board di AmCham è composto da personalità di alto profilo internazionale del mondo delle imprese e delle istituzioni che determinano gli orientamenti programmatici e amministrativi dell’American Chamber of Commerce in Italy.”

E chi troviamo, oltre a Sassoon (presente come a.d. di StrategiQs Edizioni Srl), in questo Consiglio Direttivo?

Umberto Paolucci, Vice Presidente Microsoft Corporation

Gian Battista Merlo, Presidente e Amministratore Delegato ExxonMobil Mediterranea Srl

Gianmaria Donà dalle Rose, Amministratore Delegato Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia Srl

Massimiliano Magrini, Country Manager Google Italia

Luciano Martucci, Presidente e Amministratore Delegato IBM Italia Spa

Pietro Modiano, Presidente Banca IMI Spa

Gina Nieri, Consigliere di Amministrazione Mediaset Spa

Maria Pia Pierdicchi, Direttore Generale Standard & Poor’s

Massimo Ponzellini, Presidente Impregilo Spa

Cristina Ravelli, Direttore Legale The Walt Disney Co. Italia Spa

Dario Rinero, Presidente e Amministratore Delegato Coca-Cola HBC Italia Srl

Cesare Romiti, Presidente Onorario RCS Editori Spa

Ma come? Grillo, che sputava fuoco e fiamme su Romiti e il Corriere della Sera, si appoggia ad una società di marketing con un socio che siede ad un tavolo con Cesare Romiti???

Anche questa volta possiamo riscontrare una marea di misteri contraddizioni e strane frequentazioni dietro ai personaggi che hanno fatto la storia del marketing online e della telefonia in italia

Gianroberto Casaleggio: Strategie di Marketing 

Ma ritorniamo però alle strategie di marketing (politico e no) della Casaleggio Associati, e agli influencer e all’importanza che viene loro data, e non solo da questa società italiana.

Si legge sul sito web della Microsoft: «Uno studio della società statunitense Rubicon Consulting ha tracciato il profilo degli influencer, la loro diffusione e le modalità di comunicazione e di propagazione dei loro messaggi. Le comunità online, gli spazi dove agiscono gli influencer, non sono tutte uguali, ognuna ha peculiarità proprie».

Non si capisce se questo brano l’abbia scritto Gianroberto Casaleggio stesso o se a questo testo del gigante statunitense si sia rifatto.

E poi l’articolo della Microsoft prosegue: «Le comunità online originate dalle connessioni, come Facebook, sono le più frequentate (25 per cento degli utenti) e le più importanti per i giovani sotto i 20 anni, seguono, con circa il 20 per cento, quelle con attività in comune e condivisione di interessi. La maggior parte degli utenti delle comunità ha un’età tra i 20 e i 40 anni. In questo contesto operano gli influencer».

Ecco fatto il ritratto del militante «grillino» tipo.

E chi sono gli influencer di Grillo, dove si muovono, dove agiscono? All’inizio sulla rete di Meetup, la piattaforma a pagamento statunitense molto pubblicizzata dalla Casaleggio Associati e dai loro partner statunitensi è praticamente obbligatoria per chi voglia aderire alla rete degli amici di Grillo. Poi su YouTube e Facebook.

È qui che si è creata la fortuna del messaggio di Grillo, nell’uso controllato capillarmente dalla Casaleggio Associati di questi mezzi.

E come si inseriscono le componenti individuate da Casaleggio prima e da Microsoft poi (o viceversa?) nella strategia che il gruppo starebbe sperimentando?

E quali sono i contenuti e le strategie di un gruppo che non fa mistero di avere un’idea ben precisa di cosa siano e cosa dovrebbero essere la democrazia e la politica?

Ci sono due video illuminanti dove è contenuta l’ideologia che muove Gianroberto Casaleggio e i suoi soci.

Gianroberto Casaleggio: PROMETEUS La Rivoluzione dei media

Il primo video si rivolge all’informazione.

Il titolo è inequivocabile: Prometeus – La Rivoluzione dei media.

E vediamo il contenuto.
«L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo  di Prometeus.
Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con internet alla fine del secolo scorso.
La Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a Bbc, Cnn e Cctv
La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza.
Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di Cultura Libera diventa ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale.
Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali.
La realtà può essere replicata in Second Life.
Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav.
Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. È reale!
Nel 2027 Second Life si evolve in Spirit. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale.
Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta.
Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri».

No, non è il sequel di Nirvana di Gabriele Salvatores e meno che mai la sceneggiatura di Atto di forza con Arnold Schwarzenegger.

Questo è, secondo Casaleggio Associati, un video di «scenario» inserito come messaggio di identità aziendale.

Gianroberto Casaleggio: Gaia, il futuro della politica

Il secondo video invece parla di politica.

Si intitola Gaia, il futuro della politica ed è tuttora ben visibile sulla homepage del sito aziendale.

Al contrario del precedente, in inglese ma sottotitolato in italiano, questo è disponibile in inglese e spagnolo.

Immagini e plot simili. Si inizia con un pastone che racconta per brevi linee i progressi della comunicazione politica nella storia, accostando con qualche azzardo Savonarola, Gengis Khan, Obama, Beppe Grillo, Hitler, Mussolini, Bill Clinton (ovviamente sulla strategie di innovazione della propaganda più che della comunicazione) e poi, come nel video precedente, si lancia in previsioni future, in cui Google, ancora una volta, diventa il centro della rinascita della democrazia diretta fino a quando, dopo una terza guerra mondiale, la popolazione della Terra si riduce a solo un miliardo di abitanti e alla fine, grazie ovviamente alla Rete, nasce Gaia, il nuovo governo mondiale.

E poi: «Ogni essere umano può diventare presidente e controllare il governo attraverso la Rete.

In Gaia i partiti, la politica, le ideologie e le religioni scompaiono».

Non temete, nel 2054 🙂

Gianroberto Casaleggio: Un Futuro Illuminato 

Non male come visione, vero?
Un futuro illuminato, dove la vita diventa virtuale, dove si commercializza la memoria, le esperienze e le sensazioni. Ognuno avrà un avatar, un personaggio inventato, e potrà fare ciò vuole, anche quello che non potrebbe fare nella realtà.

In pratica la nostra Vita verrà letteralmente svuotata di significato e “copiata” o “replicata” su internet.

Lo scopo è quello di non si fare più esperienza (cioè conoscenza e quindi coscienza) sul pianeta Terra, ma su un “pianeta” che non esiste, formato da bit e byte: internet!

Che tipo di coscienza sarà mai quella di un mondo virtuale? Non è che ci stanno indottrinando e preparando invece a vendere la nostra anima?

Questo progetto chiamato Prometeus, è la visione di un pazzo da psichiatrizzare quanto prima, o invece si tratta di un piano ben preciso di controllo occulto?

Gianroberto Casaleggio: Second life, Massive Multiplayer Role Playing Game 

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Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza Second Life (Seconda Vita), “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto”

Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa): immaginate un videogioco in cui possano partecipare contemporaneamente centinaia di migliaia di giocatori (se non milioni) collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar), con un proprio conto corrente e varie proprietà mobili ed immobili.

Esso è stato creato dalla Linden Lab, reso disponibile in rete nel 2003, nel 2007 può già contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo

Poco si sa su questa strana piattaforma, ma nei media si sono già iniziati a denunciare episodi alquanto sgradevoli accaduti all’interno di questo “mondo secondario”, anche se la vera natura estremamente deviante non viene adeguatamente sottolineata!

E’ un mondo estremamente deleterio e pericoloso per la psiche umana.

Casualmente sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life

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“Dio è ovunque, è chiunque e conosce ogni cosa”, proprio come l’occhio onniveggente della massoneria (il simbolo stampato sul dollaro statunitense), usato dai creativi della Casaleggio alla fine del video.
A proposito di luce, cerchiamo di capire come mai hanno usato un nome così particolare per tale progetto: Prometeus!
Certamente deriva da Prometeo, figlio di Giapete e Climene, che ha sottratto il fuoco (simbolo della luce) agli Dei per riportarlo agli uomini sulla terra (dottrina della gnosi).

Secondo l’occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, sotto un altro aspetto, l’allegoria del fuoco (visto come luce iniziatica, ndA) può essere letta come un’altra versione della ribellione dell’orgoglioso Lucifero (dal latino LUCIFERUS, composto da “LUC-EM” = luce, e tema “FER-RE” = portare, cioè PORTATORE DI LUCE, ndA), precipitato nell’Abisso senza fondo.

La maledizione di Zeus a Prometeo è lo stesso che la maledizione di Dio a Satana

Quindi secondo la maga (indubbiamente nera) Blavatsky, il fuoco o luce portato sulla terra da Prometeo è l’allegoria del fuoco o luce porta sulla terra da Lucifero!

Gianroberto Casaleggio

Ecco spiegato perché il logo della Prometeus è rappresentato graficamente da una fiamma (luce) che parte dalla lettera O maiuscola, quindi dal Cerchio chiuso (molto usato anche dai circoli satanici per i loro rituali).

Sicuramente la motivazione che ha spinto la Casaleggio a scegliere un nome e logo simili sarà un’altra, magari meno esoterica, però la strana coincidenza (per chi ci crede ovviamente) è interessante!

Ancora più interessante e l’immagine finale del video che dura solo un secondo 

Il video della Casaleggio Associati termina con una immagine massonica: il triangolo con l’occhio dentro, fiammeggiante!

Gianroberto Casaleggio

A voi le conclusioni………………..

Gianroberto Casaleggio: Second Life e la Politica

La politica era sbarcata in Second Life sull’onda del successo ottenuto dalla nuova piattaforma nel 2007 , quando si pensava che gli ambienti virtuali avrebbero rapidamente sostituito il web.

Su quest’onda mediatica, molti politici, come pure molte imprese, a loro volta,  hanno fatto a gara per sbandierare il proprio ingresso nel nuovo mondo.

In Italia il primo è stato Antonio Di Pietro, allora Ministro delle Infrastrutture del governo Prodi, che si fece costruire una sim ispirata all’Agorà ateniese, e,  nel luglio 2007, fece un interessante intervento,  in cui sembrava che avesse pienamente colto il potenziale offerto dai Mondi Virtuali, parlando di contatto diretto con la gente, con l’uso di SL, e impegnandosi a istituire nelle sedi dell’IDV, il suo partito, delle postazioni fisse con la connessione ad SL, con dei supporters che utilizzassero gli avatar, per tenere i contatti.

Primo convegno ITALIA DEI VALORI su Second Life, vi riporto di seguito una parte delle dichiarazioni di Di Pietro durante il congresso

Un benvenuto a tutti coloro che sono venuti a trovarci sull’isola di Neverland, l’isola dell’ITALIA DEI VALORI.
Grazie ai giornalisti presenti, grazie ai ragazzi dell’Italia dei Valori che si riuniscono spesso su Neverland.
Grazie a chi vuole ascoltarci e a chi vuole dialogare con noi.
Alcuni Pensano che Second Life sia un Gioco Virtuale, magari solo per adulti. In realtà Second Life è qualcosa di concreto di reale, più reale di quella che ipocritamente sembra si viva all’interno delle Istituzioni a cominciare anche dal Parlamento
Second Life è un luogo di relazioni diretta, sono qui a dialogare con voi e voi a dialogare con me
Sono qui con il mio Avatar, il mio doppio Virtuale, ma sono io in carne e ossa.
Abbiamo ricreato l’edificio a Never Land come l’antica Grecia, come L’Agorà, per indicare una partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Su quest’isola faremo molti tipi di incontri, faremo molte attività: terremo incontri del partito, senza doverci spostare e senza dover spostare persone da una parte all’altra dell’Italia e del Globo. Terremo Manifestazioni pubbliche, pubbliche davvero, non come quelle realizzate con autobus e treni gratis pagati da qualcuno per creare confusione.
Abbiamo previsto che in ogni nostra sede Regionale ci sia un’ufficio Stampa che abbia il suo Avatar e che ci sia una segreteria i visitatori di Avatar in modo che ci possiamo presentare. Ecco noi siamo dentro questo mondo per vivere un’esperienza diretta, perche il primo punto che vorrei mettere all’attenzione oggi,  e quello di ritenere che ci sia uno scippo dell’informazione.

Questo video è stato Caricato il 13 luglio 2007 da Di Pietro, io c’ero, voi..????

Il resto scopritelo voi all’interno del video.

Da notare al minuto 3:58 il Signore seduto in platea con la maglia di Beppe Grillo
Gianroberto Casaleggio

Second Life e la Politica: Primo convegno ITALIA DEI VALORI su Second Life

Nel suo Sito Di Pietro rilascia le seguenti dichiarazioni:

Second Life è un’area di realtà virtuale che permette di creare un mondo parallelo. In Second Life è possibile definire aree di incontro e di comunicazione per i fini più diversi: politici, sociali, economici. L’ultima conferenza del World Economic Forum di Davos è avvenuta anche su Second Life dove è stato ricostruito un ambiente simile a quello reale. Di recente il Governo svedese ha annunciato l’apertura di un consolato virtuale su Second Life per fornire informazioni e servizi. Molte aziende internazionali hanno propri uffici e aree espositive.
Per il momento ho acquistato un’isola e piantato una bandiera dell’Italia dei Valori. L’isola sarà presto attrezzata con uffici, sale conferenze e punti informativi sulle iniziative dell’Italia dei Valori. Sull’isola i visitatori in futuro saranno accolti da persone dell’Italia dei Valori attraverso la loro rappresentazione virtuale. L’isola sarà inoltre utilizzata per incontri sia interni che con i giornalisti

Anche Grillo Presenta su SL il Vday, ecco alcune immagini dei Grillini su SL che pubblicizzano il Vday.

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Grilline su Second Life promuovono il V-day: Il video 

La politica italiana ha poi cercato poi di recuperare terreno, sull’onda della campagna elettorale di Obama, con dei convegni organizzati un po’ ovunque, e, in particolare, presso la Camera dei Deputati.

Second Life e la Politica:  Barack Obama  appare il 31 marzo 2007

Prima apparizione come avatar di Barack Obama  il 31 marzo 2007

Il team di Obama ha, da allora in poi, sapientemente sfruttato tutti i mezzi dei Social Network (Facebook e Twitter) e anche SL, sia nella corsa delle primarie contro Hillary, poi nella campagna per le presidenziali con l’istituzione di gruppi di supporters virtuali e sedi di permanente dibattito in SL.

Quello che colpisce, nel team di Obama, è la continuità nell’utilizzo degli ambienti virtuali, fino alla grande campagna in sostegno della proposta di riforma sanitaria, successivamente votata dal congresso

Second Life e la Politica: Hillary Clinton e Barack Obama

 Gianroberto Casaleggio: Salti nel Tempo…????

Negli ultimi anni è cresciuta sempre più l’idea che Gianroberto Casaleggio appartenga a una Élite di persone che hanno a che fare con qualcosa che va oltre la conoscenza Umana, qualcuno parla di Salti nel tempo

Premetto che in rete non esiste nessun tipo di materiale che ritrae Gianroberto Casaleggio prima del 2004, le foto disponibili sono pochissime, nessuna da giovane o da bambino, e pochissimo materiale informativo che riguarda la sua vita passata, almeno prima dell’ingresso in Olivetti.

Vi Lascio l’unica foto RARISSIMA da ragazzo di Gianroberto Casaleggio

donovan

Gianroberto Casaleggio: Il mistero dei BitCoin

Apriamo una piccola parentesi su un argomento sconosciuto ai più, ma non agli esperti di internet: Bitcoin.

Si tratta di una moneta virtuale creata nel 2009 grazie al contributo fondamentale e visionario di Satoshi Nakamoto.

Peccato che Satoshi Nakamoto non esista, nessuno lo ha mai visto e nessuno sa chi sia.

La cosa incredibile è che dopo la creazione di Bitcoin il personaggio è semplicemente sparito nel nulla, non prendendosi nessun merito, allo stesso modo di come è apparso.

Bitcoin è una moneta virtuale molto particolare perché costruita attorno ad un complesso sistema crittografico che le permette di esistere senza un’entità di controllo centrale.

Tutti possono utilizzare bitcoin, ma nessuno ne è il proprietario e lo può controllare.

È l’affrancamento definitivo della popolazione dalla morsa delle banche e della finanza. È il comunismo monetario!

Fino ad ora Bitcoin ha finito solo per essere la moneta del mercato nero, il mezzo attraverso cui pagare merci illegali, ma sembra che presto possa uscire da questa fase embrionale.

È indicativo il fatto che proprio in questi anni Bitcoin stia diventando un mezzo di pagamento e risparmio diffuso su Cipro dove il governo ha fortemente limitato la circolazione del contante per evitare fughe verso l’esterno di capitali, con il solito risultato di creare un mercato nero che questa volta comprende anche una moneta alternativa.

Bitcoin può diventare quindi il sistema di pagamento della gente nel momento in cui una moneta locale crolla. Essendo un sistema decentralizzato, apolitico e sovranazionale si candida a diventare una potenziale moneta globale, democratica e tecnologica.

Il suo lancio di qualche anno fa sembra fatto con tempismo perfetto per avere il tempo di maturare ed essere pronta quando servirà realmente, tra qualche mese o al limite qualche anno.

Gianroberto Casaleggio: L’ipotesi Casaleggio viaggiatore del tempo (o chi per lui)

Una prima ipotesi alla quale i nostri esperti sono giunti è che Gianroberto Casaleggio è in realtà un astuto viaggiatore del tempo proveniente dalla seconda metà del XXI° secolo che ha deciso di intervenire nel nostro tempo per evitare che l’umanità vada incontro al disastro totale.

È plausibile che nei prossimi 50 anni la civiltà non riesca a migliorare e finisca nuovamente in mano a una serie di dittature ideologizzate che metteranno a repentaglio la nostra stessa esistenza.

Purtroppo la teoria non spiega perché Casaleggio abbia prima dovuto lavorare alla Olivetti quando poteva apparire direttamente nel 2005 per plagiare Beppe Grillo. Un errore nel viaggio trans-temporale? Improbabile.

La seconda e definitiva ipotesi è invece quella che Casaleggio non sia il viaggiatore del tempo, ma la sua prima vittima. Il nostro presunto salvatore arriva sempre dal 2050, o poco dopo, e viaggia fino al 2005, individua Casaleggio come soggetto ideale per il suo piano e lo plagia per farlo diventare la mente del futuro movimento.

A quel punto coinvolge anche Beppe Grillo che diventa il braccio e probabilmente anche Dario Fo nel ruolo di impersonificazione dello spirito del movimento.

È possibile che il plagio sia avvenuto attraverso l’uso di un chip cerebrale, come quello che si suppone sia stato usato per Napoleone Bonaparte, ma da questo punto di vista dovremmo lasciare aperta ogni possibilità perché possiamo solo a malapena immaginare quali possano essere le tecnologie a disposizione di un dissidente nell’anno 2060 o 2070 e in fin dei conti non è l’argomento della nostra analisi.

Lo stesso viaggiatore sarebbe quindi il fantomatico Satoshi Nakamoto, ideatore di Bitcoin che in questo modo ha dato all’umanità uno strumento di libertà negli scambi perché, diciamocelo francamente, il baratto auspicato da certi gruppi di pensiero è troppo anacronistico.

Probabilmente ci sono altri aspetti che in questo momento stiamo sottovalutando perché non ne conosciamo il reale potenziale. Potrebbero essere avvenuti degli eventi apparentemente di poco conto (un omicidio, un disastro, o anche solo piccoli cambiamenti nella quotidianità di determinate persone chiave) che però sono stati indotti dal viaggiatore del tempo per modellare un futuro migliore per l’umanità.

Gianroberto Casaleggio: Foto Gallery 

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